Scale a sbalzo modulari

Le scale a sbalzo si caratterizzano per la struttura portante che non è visibile, o addirittura non presente; i gradini vengono fissati direttamente alla parete. Si tratta di una soluzione moderna che trova però spazio anche in un contesto classico se progettata in maniera opportuna. Solitamente le scale a sbalzo hanno una larghezza compresa tra i 60 e i 120 cm, possono raggiungere qualunque altezza e svilupparsi in diverse forme (retta, elicoidale, circolare o mista). Le scale modulari a sbalzo classiche, nel caso attraversino spazi in cui non è sempre presente una parete portante, possono essere a sostegno misto: dove è presente la parete, questo è fornito dalla struttura metallica nel muro, nel caso in cui la parete non ci fosse, si inserisce un apposito fascione a vista.

La scala a sbalzo modulare non è precostruita in laboratorio: in questa fase sono preparati solo i pezzi che la compongono. Necessita quasi sempre di una parete portante o semi-portante, ma in casi eccezionali può essere anche montata su tavolati in legno (compatibilmente con le dimensioni e le necessità statiche). Il montaggio avviene praticando nel muro di sostegno due fori da 35 mm per ogni gradino, nei quali andranno inseriti degli appositi perni, in seguito murati con resine e mastice. Questa tipologia di scala viene sostenuta da un piedino di scarico laterale (un tubolare d’acciaio) per irrigidire la struttura e collegare fra loro le diverse componenti. I gradini sono in legno massello a vista o rivestito con acciaio inox, in metallo rivestito con resina, in cristallo stratificato. Come le altre scale a sbalzo, anche quella modulare può essere montata con un sistema di supporto “misto” se descrive un percorso non totalmente affiancato da una parete portante: dove c’è la parete il sistema di fissaggio è quello sopra descritto, dove manca il sostegno è fornito da strutture metalliche e distanziali a pavimento o a soffitto.

I tavoli in vetro ricurvo, cosa sono e come si costruiscono

Una delle tendenze che va per la maggiore in campo di arredamento è l’utilizzo di componenti di vetro, non solo quale decoro da mensola, ma quale elemento principale delle stanze.

Un esempio concreto sono i tavoli in vetro curvato, sinuosi ed eleganti, conferiscono all’ambiente una nota particolare ed una alea di gran classe.

Tali elementi hanno la capacità di esaltare la luminosità naturale della stanza ove sono ubicati grazie alla loro trasparenza, senza appesantire visivamente l’aspetto complessivo dell’ambiente.

La creazione di detti tavoli richiede maestria poiché la lavorazione del vetro è arte.

Si dovrà, infatti portare la lastra di vetro alla temperatura di settecento gradi, temperatura in cui il materiale diventa plastico attraverso un riscaldamento graduale onde evitarne la rottura. Una volta raggiunta la temperatura indicata si dovrà procedere  a depositare la lastra, ormai divenuta “molle”, all’interno di appositi stampi in modo da far prendere alla stessa le forme desiderate.

Questa è la tecnica utilizzata per ottenere la curvatura del vetro desiderata.

Una volta completata questa operazione, si dovrà procedere al raffreddamento e al detensionamento.

Il tavolo vetro curvo, nella fase di curvatura, accumula tensioni dovute al piegamento. Al fine di evitare di aver un pezzo “fragile” si dovrà procedere, come nel caso del riscaldamento della lastra, ad un raffreddamento graduale evitando quindi di far subire al prodotto, il così detto shock termico, che porterebbe alla rottura dello stesso.

Questa è, senza alcun dubbio, la fase più delicata che si incontra in fase di nascita un meraviglioso tavolo in vetro curvato.

Infine per conferire al tavolo, appena creato, una ulteriore robustezza e durevolezza, si procederà alla fase della “ricottura”.

Detta pratica consiste nel riscaldare e successivamente di raffreddare ulteriormente il tavolo in modo graduale.

Tale tecnica, come detto renderà il prodotto molto più resistente e duraturo.

Investigazioni private: tra finzione e realtà

Grazie a libri, film e spettacoli televisivi, molte persone hanno in mente uno stereotipo del lavoro dell’investigatore privato. Lavora da un ufficio scarsamente illuminato, sporco, a volte fumoso, in genere in una zona povera della città.

Di solito, il suo compito è quello di trovare le prove di errori o misfatti. Non necessariamente di rilevanza penale. Per fare questo, ottiene informazioni utili da testimoni e passanti, a volte con l’aiuto di falsi pretesti e di identità false. Egli attinge il più possibile dai testimoni, cattura le immagini, mappa gli edifici e tiene d’occhio gli indizi che altri possono aver trascurato. Di tanto in tanto, la sua curiosità lo mette nei guai e sfugge appena prima di essere preso per essere portato da qualche parte che non dovrebbe essere. Ma alla fine, riesce sempre a tornare dal suo cliente, facendogli sapere che ha risolto il caso.

Molti detective fittizi hanno contribuito a questa immagine, tra cui Sherlock Holmes, Philip Marlowe e molti eroi di film noir degli anni 40 e 50. I ricercatori della verità di oggi come Adrian Monk e Veronica Mars sono spesso un po’ più eccentrici delle loro controparti. Non necessariamente indossano cappelli in feltro, lavorano in quartieri discutibili o addirittura si chiamano investigatori privati. Tuttavia, appaiono ancora come eroi che hanno la capacità di scovare le informazioni giuste al momento giusto.

Ma quanto di questo è reale? Quanti degli eventi descritti nella narrativa sono realmente possibili – o legali?

Il primo passo per separare il fatto dalla narrativa è quello di definire esattamente ciò che è un investigatore privato. Essenzialmente, gli investigatori privati sono persone che vengono pagate per raccogliere prove. A differenza dei detective della polizia o degli investigatori di crimine, di solito lavorano per privati o imprese, piuttosto che per il governo. Anche se talvolta aiutano a risolvere i delitti, non sono funzionari di legge. Il loro compito è raccogliere informazioni, non arrestare o perseguire criminali.

Per maggiori informazioni visitate: http://www.inside.agency/servizi-in-evidenza/agenzia-investigativa-milano.php

Traslocare: le risposte alle domande più frequenti

Traslocare è complicato, si deve tenere a mente un innumerevole quantità di cose perché tutto possa  filare liscio. Qui proponiamo le 10 risposte più frequenti ad altrettanti quesiti, utili a coloro che devono cambiare casa.

Dovreste assumere una ditta specializzata  o provvedere da soli?
Questa è una domanda che affligge tutte le persone che devono traslocare. E come la maggior parte delle decisioni, la risposta è diversa per ognuno e varia  a seconda di fattori quali: il tempo, il denaro, la difficoltà e la complessità degli oggetti da trasferire. Ad esempio se ci stiamo spostando dall’altra parte della città, sicuramente una ditta specializzata, che magari si occupa anche di traslochi aziendali milano farà senz`altro al caso nostro.

Quando scegliere un`impresa di traslochi?
Assumere una ditta specializzata è probabilmente la decisione obbligata se dobbiamo spostare una grande quantità di cose e in un luogo molto distante. Questa è la parte più onerosa del trasloco, quindi assicuratevi di arruolare un`ottima impresa in modo tutto arrivi velocemente e completamente integro alla destinazione.
Al contrario se dobbiamo traslocare pochi oggetti  e in un luogo prossimo alla nostra vecchia casa, possiamo provvedere anche con mezzi propri e un po’ di olio di gomito.

Il resto della famiglia dove lo coinvolgiamo?
La nostra famiglia la coinvolgiamo in tutto questo opure no?
Sicuramente la dobbiamo rendere partecipe.
Se abbiamo dei bambini, dobbiamo metterli al corrente di tutto ciò, motivando e spiegando i motivi e le scelte della nostra decisione. Ricordate che gli aspetti psicologici ed emotivi possono essere altrettanto importanti, soprattutto per i bambini più piccoli, come il movimento fisico in sé.

Come facciamo a sbarazzarci di oggetti che non desideriamo traslocare?
La spazzatura di una persona è il tesoro di un’altra persona,  quindi o la regaliamo o la vendiamo sui canali di vendita dell`usato.

Come facciamo a impachettare tutto?
L’imballaggio è probabilmente il passo più importante in tutto il processo di trasloco. Se ci prendiamo cura di impacchettare tutti i nostri beni, loro arriveranno a destinazione sani e salvi. Quindi perdiamoci un po’ di tempo, che verrà ben ripagato.

A cosa andiamo incontro durante il giorno del trasloco?
Il giorno del trasloco è sempre caotico, non importa quanto sei organizzato o quante persone ti stanno dando una mano. E’ l’unico giorno in cui sarete in movimento per un periodo di 24 ore. E` stressante. E`complesso.

Come arredare la propria casa per la primavera

Quando si pensa alla primavera, che cosa viene in mente? Colori pastello, composizioni floreali e l’erba verde è quello che molti pensano. Dopo un inverno freddo, questi sono graditi segni che la stagione calda è sulla buona strada! Tuttavia, non c’è bisogno di limitare l’emozione di primavera solo per godere della vita all’aria aperta. Illumina la tua casa con colorati arredi di primavera, magari con l’aiuto di un interior designer!

Da motivi floreali a profumi, si può modificare qualsiasi ambiente della casa corrispondente al cambio di stagione. Vediamo alcune idee su come si può decorare la vostra casa per la primavera.

Rinfrescare la propria casa
Come il caldo inizia ad avvicinarsi, molti di noi sono entusiasti di aprire le finestre per la prima volta e lasciare che la brezza penetri nelle stanze. Tuttavia, si può inoltre notare che la polvere si è stabilita in molti luoghi che non sono stati puliti da mesi. La primavera è il momento ideale per dare alla vostra casa un nuovo sentore di pulito. Qui ci sono alcuni elementi che si dovrebbe prendere in considerazione.

Incorporare Colori di primavera
È il momento di illuminare la vostra casa con i colori della stagione. Out sono i verdi e i rossi. È ora di mettere in evidenza i gialli pastello, viola, rosa e blu che rendono questo periodo dell’anno uno dei più colorati.

Utilizzare gli accessori è il modo migliore per integrare i colori della primavera, in modo da poter continuare a cambiarli secondo il cambiamento delle stagioni. Cuscini decorativi, vasi e altri piccoli oggetti sono perfetti per rinfrescare la vostra camera da letto e  il soggiorno con il colore. Tende con motivi floreali brillanti sono anche facili da cambiare a seconda della stagione.

Utilizzare fiori freschi
Come il successo della stagione, fiori freschi è una gradita aggiunta a qualsiasi e ogni camera. Da un grande accordo per un unico fiore, è il tocco perfetto. Qui ci sono alcuni fiori di primavera da considerare incorporare nel vostro arredamento. Si può anche avere un paio in procinto di fiorire nel vostro giardino!

Redatto a cura di Piran Sigfrido – interior design Padova

 

 

L’importanza della presenza in fiera per un’azienda

La presenza in fiera è fondamentale, meglio esserci però con un allestimento del vostro stand fieristico di alto livello.

Una delle migliori strategie per una società in crescita per commercializzare prodotti e servizi ad un grande gruppo specifico di potenziali clienti è di esporre ad una fiera con un allestimento fieristico degno di questo nome.

Ogni anno, migliaia di fiere offrono l’ opportunità  ad acquirenti e venditori di incontrarsi faccia a faccia. La bellezza di una fiera è che è possibile condividere il tuo prodotto o servizio con un pubblico preselezionato e nello stesso momento indagare sui competitor e costruire rapporti con i nuovi clienti.

Esporre a una fiera non è economico, ad esempio gli allestimenti fieristici a Milano di alta qualità costano, ma ripagheranno sempre dell’investimento effettuato.

Molti proprietari di piccole imprese hanno trovato che la partecipazione a fiere può essere uno strumento di marketing costoso. Prima di questo investimento è fatto, un costo stimato della fiera dovrebbe essere calcolato, tra cui la cabina o tassa tavolo, materiali di allestimento, la letteratura di marketing, articoli promozionali o premi porta, e di personale. Se il costo è all’interno del vostro budget di marketing specificato, i seguenti dieci passaggi possono contribuire a rendere la vostra esperienza in fiera un successo:

1. Decidere i propri obiettivi.

2. La fiera raggiungere i tuoi obiettivi specifici?

3. Promuovere la vostra presenza in fiera ai vostri clienti.

4. Ricercare l’ esposizione mediatica prima e dopo la fiera.

5. Visita altre fiere.

6. Preparare la vostra vetrina e progettate il vostro stand con l’aiuto di professionisti del settore.

Molti partecipanti hanno l’abitudine di prendere qualcosa da ogni stand, a prescindere dal fatto che siano effettivamente interessati, preparate un souvenir relativamente poco costoso disponibile per la presa, e una brochure più costosa dietro il tavolo per i clienti più interessanti.

7. Preparare il personale.

Preparare in anticipo ciò che il vostro personale dirà quando la gente viene da vostro stand. Il vostro personale dovrebbe essere pronto a dare una breve descrizione di ciò che si fa, quali servizi offrite, e le informazioni sul prodotto o programma che state promuovendo.

8. Avere un modo per catturare i nomi, indirizzi ed e-mail.

 

Alzheimer: la clinica di una malattia invalidante

Manifestazioni cliniche del morbo di alzheimer

La progressiva atrofia cerebrale non coinvolge unicamente i circuiti colinergici, ma determina una diffusa degenerazione di tutti i circuiti di neurotrasmissione:

  • ↓↓↓ Acetilcolina
  • ↓ Noradrenalina e Adrenalina
  • ↓ Dopamina
  • ..

Ciò giustificherebbe, a livello microscopico, numerose delle manifestazioni cliniche della malattia.

Al contempo, sul piano macroscopico, la malattia comporta la degenerazione precoce delle aree temporali mediali e un progressivo interessamento delle aree associative fronto-temporo-pareitali; l’andamento progressivo della degenerazione di tali aree associative si accompagna ad una progressione gerarchica nella compromissione della attività quotidiane.

Detto ciò, possiamo sintetizzare il decorso clinico del Morbo di Alzheimer in fasi (parzialmente sovrapponibili alla stadiazione di Braak):

  1. Fase Preclinica/Subclinica: caratterizzata da Mild Cognitive Impairment (MCI), che altro non è se non una condizione di passaggio tra il normale declino cognitivo associato all’età e la demenza patologica conclamata; consiste in una degenerazione delle funzioni di memoria, linguaggio, pensiero e giudizio che risulta più severa rispetto alla media per età. In questa fase i vari test delle funzioni cognitive risultano entro i limiti di norma o minimamente alterati (come MMSE, che in genere è >24 in MCI).
  • Esordio (e Fase Iniziale): caratterizzato dalla comparsa dei primi deficit funzionali e cognitivi tipici della malattia; in genere in questa fase sono ancora generalmente lievi. Possono associarsi ansia e depressione. (spesso in questa fase non è ancora arrivata la diagnosi di Alzheimer).
  1. Fase Conclamata: in genere occorrono circa 3-6 anni dalla comparsa dei primi sintomi perché arrivi la diagnosi presuntiva di Morbo di Alzheimer; in questa fase la sintomatologia è eclatante e la degenerazione delle funzioni cognitive è dimostrata dai vari test (MMSE tra 23 e 18).
  2. Fase Avanzata: si giunge alla perdita di autosufficienza.

Progressione gerarchica della sintomatologia: Fase Iniziale (Preclinica/Subclinica ed Esordio)

Dominano i Disordini Cognitivi e Comportamentali.

Quadro generale:

  • Minimo disorientamento temporale
  • Difficoltà nel rievocare gli eventi recenti
  • Difficoltà a trovare le parole
  • Relativa conservazione della comprensione
  • Ansia, depressione, negazione di malattia
  • Difficoltà sul lavoro
  • Assenza di alterazioni motorie

Nello specifico:

  • L’esordio è spesso subdolo e lento. Raramente i primi segno sono colti dal malato, ma più spesso sono i familiari e i colleghi di lavoro che li notano (frase tipica: “non sembra più la stessa persona”).
  • Presenta difficoltà a prendere decisioni rapide, generando un forte senso di imbarazzo nel pz quando si trova di fronte a situazioni inaspettate (“il figlio fa una sorpresa e fa visita al genitore, in fase iniziale di Alzheimer, senza preavviso: il pz si trova in estrema difficoltà e non sa né cosa fare né come reagire; alle volte po’ addirittura mostrarsi seccato e aggressivo, pur avendo sempre espresso desiderio di passare del tempo in compagnia con il figlio…”).
  • In questa fase il pz tende a rendersi conto della propria difficoltà, ma non sapendo cosa gli sta succedendo, tende a reagire con stati d’ansia, di irritabilità e/o di depressione.
  • Successivamente, l’ansia e la depressione per la coscienza delle prime fasi della malattia lasciano il posto all’Apatia: il pz tende a perdere interesse e spirito di iniziativa; si disinteressa del mondo, della famiglia, di sé stesso (al punto che spesso risultano trasandati, non curandosi della propria persona).
  • Perde il Senso del Pudore (“generando spesso spiacevoli inconvenienti quali girare nudo per casa in presenza di ospiti o della badante, etc…”)
  • Perde la capacità di valutare ed evitare i pericoli, esponendosi inconsapevolmente ad essi (“il pz si vede entrare in casa un ladro e lo lascia fare, senza intromettersi, non comprendendo la gravità della situazione e il pericolo associato; addirittura alle volte conversano con l’estraneo etc…”)
  • Perde la capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni.
  • Può arrivare allo sviluppo di comportamenti all’apparenza ossessivi.

In questa fase i pz tendenzialmente non si sottopongono ad una osservazione medica; inoltre, alla prima visita, un pz affetto da Morbo di Alzheimer in fase iniziale difficilmente presenta deficit neurologici focali.

L’esecuzione di Test Neuropsicologici diviene, in questa fase, un momento essenziale e sostanzialmente più efficace rispetto alla somministrazione dei test di screening quali MMSE (che in questa fase sono ancora normali o ai limiti di normalità). In questa fase, il principale ruolo svolto dalle indagini neuroradiologiche è quello di escludere la presenza di altre patologie.

Progressione gerarchica della sintomatologia: Fase Conclamata

Dominano il Deterioramento delle Funzioni Strumentali Complesse e delle Funzioni Strumentali di Base.

Quadro generale:

  • Disorientamento spazio-temporale
  • Ridotta capacità di riconoscere le persone
  • Deficit di memoria moderato-grave, interferente con attività quotidiane
  • Chiaro disturbo di linguaggio (anomie, parafasie e deficit di comprensione)
  • Aprassia (abbigliamento)
  • Agnosia
  • Deliri, allucinazioni, wandering
  • Bradicinesia e segni extrapiramidali
  • Necessità di essere stimolato alla propria cura

  • Perdita della memoria:
    Si manifesta prima per i ricordi recenti, quindi anche per i ricordi antichi
    Si può realizzare una trasposizione di vissuti biografici reali.
    Il demente tende a negare il difetto mnesico (per lo più rilevato dai familiari).
    (DD: Il depresso endogeno invece lamenta spontaneamente un difetto della memoria recente, in realtà non compromessa)
  • Confusione mentale:
    il pz è disorientato nello spazio e nel tempo, nel riconoscimento delle persone e nel riconoscimento della propria identità.
  • Il pz perde progressivamente e definitivamente la capacità di accudire se stesso, andando in contro alla necessità di assistenza continua; [“L’assistenza spesso è problematica, perché il personale che svolge tale mansione (nella stragrande maggioranza le “badanti”) non è propriamente addestrato alla gestione di un pz così problematico, che spesso mette in imbarazzo se stesso e gli altri in modo inconsapevole] .

I benefici dellle Lampade a LED

Perchè dovremmo sostitutire le nostre luci di casa con lampadari moderni a LED?

I lampadari moderni a LED  stanno impattando positivamente sulle nostre vite. Sono innumerevoli infatti i benefici derivanti dall’utilizzo domestico e industriale di questa tipologia di soluzioni d’illuminazione. Dovremmo tutti abbandonare le lampade alogene in favore di quelle a led.

Quali sono i benefici nell’utilizzo di lampadari moderni?

L’adozione di lampadari moderni a led comporta la riduzione immediata del consumo di energia, grazie requisiti di potenza molto più bassi rispetto a lampade tradizionali che si traducono in bollette più basse. Sono inoltre facilmente regolabili grazie a sensori di luce con conseguente ulteriore risparmio energetico.

Benefici per l’ambiente 

I lampadari a led riducono i carichi di raffreddamento poiché la luce proiettata dai LED non produce calore. Non parte nessuna luce intermittente, e non producono alcun rumore di ronzio. Pensate che il 25% di consumo di elettricità degli Stati Uniti è per l’illuminazione, pari al 10% di tutte le emissioni di anidride carbonica degli Stati Uniti.

L’illuminazione LED è atossica e non contiene mercurio, piombo, o cadmio, ed è riciclabile. Le lampade a led hanno una lunga vita che va da 50.000 a 100.000 ore, è presente inoltre una riduzione dei costi di riciclaggio e dell’obbligo di disfarsi delle lampadine pericolose.
Non sono costituite da nessun vetro infrangibile o filamenti e sono altamente resistenti a urti e vibrazioni quindi garantiscono una certa sicurezza soprattutto per chi ha bambini o animali in casa.